Prova sul campo del nuovo GRIGRI+ di Petzl

Il GRI GRI PLUS è la nuova versione dello strumento di assicurazione Petzl più diffuso. Non andrà a sostituire il GRI GRI 2, almeno per il momento. Il prodotto, polivalente e funzionale è rivolto in particolare alle palestre e ai principianti. Questo lo si intuisce dalle novità introdotte:

  • maniglia antipanico con funzione di sblocco, dopo l’attivazione se si abbassa ancora la maniglia la corda ritorna a scorrere;
  • placca di rinforzo in acciaio inossidabile nei punti di maggior attrito della corda, lo rende meno soggetto ad usura;
  • compatibile con tutte le corde singole in commercio da 8,5 a 11 è ottimizzato per un range di corde da 8,9 a 10,5. Il GRI GRI 2 è ottimizzato da 9,4 a 10,3;
  • ultima novità, la modalità di selezione dell’assicuratore da primo di cordata o da secondo, tramite una leva che rende più fluido lo scorrimento della corda nel primo caso e blocca di più nel secondo.

Passando all’esperienza sul campo, anche se non è una rivoluzione le migliorie sono evidenti. La calata risulta più fluida e anche il dare corda. L’antipanico non è fastidioso grazie alla facilità di sblocco. La leva di selezione di modalità “primo” e “secondo” di cordata, bè….. bisogna ricordarsi di spostarla, ma rende il GRI GRI PLUS adattabile alle diverse situazioni. Credo che più di spostarla ogni volta, vada inserita l’una o l’altra modalità in base al tipo di corda, alla sensibilità e alle preferenze di chi assicura. Da questo punto di vista per il neofita diventa più sicuro. L’esperto si può divertire. L’inconveniente che avvolte succede con il GRI GRI 2 quando la corda si incastra dietro la leva è stato risolto. E’ aumentato un po’ di peso, ma in falesia 30g non fanno la differenza.

Insomma alcuni difetti sono stati risolti e il range di utilizzo è stato aumentato, inoltre per i principianti e per chi scala con essi è più sicuro.

Gola di Frasassi anche d’estate. Via “BOILER”

I primi di settembre fa ancora molto caldo, ma un po di aria si muove e in Gola di Frasassi la parete di “JAMAICA” va in ombra il pomeriggio. Ci caliamo Diego vuole provare una via da noi mai ripetuta “BOILER”. Aperta da Giacomo Becchetti dall’alto, la via si trova a destra di “FREE FRASASSI” di cui si percorre il primo tiro fino alla cengia, per poi traversare leggermente a destra. Questo è un tiro di 6a bastardo che apro io senza troppi problemi, quelli arriveranno dopo….

Da qui parte la via e la roccia rossa che la contraddistingue, particolare per il nostro territorio. “Sembra di essere a San Vito Lo Capo” mi dice Diego. Non solo per la roccia, il primo tiro è una quarantina di metri. Partenza fisica, poi tecnica su diedri aperti e strapiombanti, prima della cengia su cui si trova la sosta un boulder fisico che da il grado al tiro (6C+? dice la guida Frasassi Multipich, a me sembra più duro, ma sono completamente fuori forma fisica ). Diego sale il tiro e lo libera senza troppi problemi, a parte un “occhio” nel passo duro. Io mi stupisco di arrivare tranquillo fino al passo, troppo fisico, mi blocco e finisco per arrancare fino in catena.

L’ultimo tiro toccava a me ma passo la palla a Diego che la coglie al volo. Riparte, altri trenta e più metri su roccia simile per finire su uno strapiombo a canne dove bisogna traversare per finire in placca e subito alla sosta. Diego va alla grande e libera anche questo. Io ripeto la stessa cosa di prima, bene fino alla parte fisica poi sono finito. La chiodatura ravvicinata della parte alta mi aiuta ad uscire ( 6C dice la guida, il tratto finale mi è sembrato duro, 7A lo avrei dato, ma vale il discorso di prima, faccio comunque i complimenti a Diego Curri ) Ottimo lavoro! Bella via, bella esposizione e chiodatura buona… a Frasassi anche in estate!

Articolo scritto da NICOLA MANCINELLI

Nicola in azione su BOILER

Chiusura temporanea del Rifugio Franchetti

Il Rifugio Franchetti al Gran Sasso d’Italia è stato chiuso in anticipo per motivi burocratici. Riportiamo l’intervento di Luca Mazzoleni, dal 1988 gestore del Rifugio, che si augura si possa trovare il prima possibile una soluzione. Nel frattempo rimarrà aperto il locale invernale del rifugio per il ricovero di emergenza, dove sono state lasciate coperte e viveri di emergenza.

Abbiamo intitolato questa notizia “Chiusura temporanea” perché ci auguriamo di tutto cuore che si tratti proprio di questo: un stop non definitivo della normale attività al Rifugio Franchetti al Gran Sasso d’Italia.

La chiusura anticipata è dovuta a problemi burocratici: costruito nel 1960, il rifugio ha ricevuto l’accatastamento ufficiale solo qualche mese fa e secondo le nuove norme sul turismo manca ancora la nuova licenza.

Nel suo post di Facebook Luca Mazzoleni, storico gestore del rifugio, giustamente non vuole incolpare nessuno per la paradossale situazione che si è creata, invece si augura che si possa trovare una soluzione al più presto possibile.

L’altro giorno Mazzoleni è sceso a valle, assicurandosi che nel ricovero di emergenza del locale invernale fossero state lasciate coperte e viveri di emergenza. Mazzoleni risalirà nel weekend per continuare un lavoro iniziato oltre 30 anni fa. Non per sfidare le autorità e tantomeno per i soldi, ma per il rispetto della montaga e di chi la ama. Perchè “non si può tener chiuso un rifugio d’alta montagna, non il Franchetti!” A lui tutta la nostra stima e solidarietà.

Luca Mazzoleni su Facebook
Vorrei per prima cosa ringraziare tutti per la solidarietà e gli attestati di stima: in certi momenti sentire la vicinanza e l’amicizia delle persone è importante, fondamentale per aver voglia di continuare.

Però devo anche chiarire un malinteso che emerge dall’articolo, sicuramente dovuto alla complessità delle procedure per regolarizzare un’attività così difficile da classificare come un rifugio di alta montagna:

non è al Sindaco di Pietracamela Michele Petraccia che dobbiamo dare la responsabilità di una situazione che si cerca di risolvere da oltre 30 anni. La responsabilità è una burocrazia complessa, esasperante e a volte incomprensibile. Se non si è regolarizzato prima il Franchetti la colpa è da condividere tra tutti: amministratori, tecnici, presidenti, gestori.

Nessuno ha creato ostacoli, tutti ci abbiamo provato ma dopo decenni la situazione è ancora questa.

Io credo che finalmente si troverà una soluzione, ne sono sicuro; è stato un bene che il problema sia venuto alla ribalta, di questo ringrazio anche Stefano Ardito.

L’attuale giovane sindaco di Pietracamela si è ritrovato in mano una bomba con la miccia accesa decenni fa e che finora nessuno ha saputo disinnescare, le pratiche amministrative sono lente certo, ma non è questo sindaco il problema, anzi lui è la soluzione.

Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Comune di Pietracamela e CAI di Roma in questi giorni sono al lavoro perché finalmente anche il rifugio Franchetti abbia tutte le carte a posto, quindi dobbiamo essere positivi.

Ora il Franchetti è chiuso e questo fa male, ma è questione di poco: nei fine settimana di settembre sarò di nuovo su con chi vorrà aiutarmi perché non si può tener chiuso un rifugio d’alta montagna, non il Franchetti!

Buona montagna a tutti.
Luca Mazzoleni

 

articolo tratto da www.planetmountain.com