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Chiusura temporanea del Rifugio Franchetti
Il Rifugio Franchetti al Gran Sasso d'Italia

Chiusura temporanea del Rifugio Franchetti

Il Rifugio Franchetti al Gran Sasso d’Italia è stato chiuso in anticipo per motivi burocratici. Riportiamo l’intervento di Luca Mazzoleni, dal 1988 gestore del Rifugio, che si augura si possa trovare il prima possibile una soluzione. Nel frattempo rimarrà aperto il locale invernale del rifugio per il ricovero di emergenza, dove sono state lasciate coperte e viveri di emergenza.

Abbiamo intitolato questa notizia “Chiusura temporanea” perché ci auguriamo di tutto cuore che si tratti proprio di questo: un stop non definitivo della normale attività al Rifugio Franchetti al Gran Sasso d’Italia.

La chiusura anticipata è dovuta a problemi burocratici: costruito nel 1960, il rifugio ha ricevuto l’accatastamento ufficiale solo qualche mese fa e secondo le nuove norme sul turismo manca ancora la nuova licenza.

Nel suo post di Facebook Luca Mazzoleni, storico gestore del rifugio, giustamente non vuole incolpare nessuno per la paradossale situazione che si è creata, invece si augura che si possa trovare una soluzione al più presto possibile.

L’altro giorno Mazzoleni è sceso a valle, assicurandosi che nel ricovero di emergenza del locale invernale fossero state lasciate coperte e viveri di emergenza. Mazzoleni risalirà nel weekend per continuare un lavoro iniziato oltre 30 anni fa. Non per sfidare le autorità e tantomeno per i soldi, ma per il rispetto della montaga e di chi la ama. Perchè “non si può tener chiuso un rifugio d’alta montagna, non il Franchetti!” A lui tutta la nostra stima e solidarietà.

Luca Mazzoleni su Facebook
Vorrei per prima cosa ringraziare tutti per la solidarietà e gli attestati di stima: in certi momenti sentire la vicinanza e l’amicizia delle persone è importante, fondamentale per aver voglia di continuare.

Però devo anche chiarire un malinteso che emerge dall’articolo, sicuramente dovuto alla complessità delle procedure per regolarizzare un’attività così difficile da classificare come un rifugio di alta montagna:

non è al Sindaco di Pietracamela Michele Petraccia che dobbiamo dare la responsabilità di una situazione che si cerca di risolvere da oltre 30 anni. La responsabilità è una burocrazia complessa, esasperante e a volte incomprensibile. Se non si è regolarizzato prima il Franchetti la colpa è da condividere tra tutti: amministratori, tecnici, presidenti, gestori.

Nessuno ha creato ostacoli, tutti ci abbiamo provato ma dopo decenni la situazione è ancora questa.

Io credo che finalmente si troverà una soluzione, ne sono sicuro; è stato un bene che il problema sia venuto alla ribalta, di questo ringrazio anche Stefano Ardito.

L’attuale giovane sindaco di Pietracamela si è ritrovato in mano una bomba con la miccia accesa decenni fa e che finora nessuno ha saputo disinnescare, le pratiche amministrative sono lente certo, ma non è questo sindaco il problema, anzi lui è la soluzione.

Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Comune di Pietracamela e CAI di Roma in questi giorni sono al lavoro perché finalmente anche il rifugio Franchetti abbia tutte le carte a posto, quindi dobbiamo essere positivi.

Ora il Franchetti è chiuso e questo fa male, ma è questione di poco: nei fine settimana di settembre sarò di nuovo su con chi vorrà aiutarmi perché non si può tener chiuso un rifugio d’alta montagna, non il Franchetti!

Buona montagna a tutti.
Luca Mazzoleni

 

articolo tratto da www.planetmountain.com

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